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venerdì 21 luglio 2017

Ci sono cose da dire ai nostri figli...

   

Ci sono cose da dire ai nostri figli. 

Come ad esempio che il fallimento é una grande possibilità. Si ricade e ci si rialza. Da questo s’impara. Non da altro. Dovremmo dire ai figli maschi che se piangono, non sono femminucce. Alle femmine che possono giocare alla lotta o fare le boccacce senza essere dei maschiacci. Dovremmo dire che la noia è tempo buono per sé. Che esistono pensieri spaventosi, e di non preoccuparsi. Dovremmo dire che si può morire, ma che esiste la magia. Ai nostri figli dovremmo dire che il giorno del matrimonio non è il più bello della vita. Che ci sono giorni sì, e giorni no. E hanno tutti lo stesso valore. Che bisogna saper stare, e basta. E che il dolore si supera. Ai nostri figli maschi dovremmo dire che non sono Principi azzurri e non devono salvare nessuno. Alle femmine che nessuno le salva, se non loro stesse. Altrimenti le donne continueranno a morire e gli uomini a uccidere. Ai nostri figli dovremmo dire che c’è tempo fino a quando non finisce, e ce ne accorgiamo sempre troppo tardi. Dovremmo dire che non ci sono né vinti né sconfitti, e la vita non è una lotta. Dovremmo dire che la cattiveria esiste ed è dentro ognuno di noi. Dobbiamo conoscerla per gestirla. Dovremmo dire ai figli che non sempre un padre e una madre sono un porto sicuro. Alcuni fari non riescono a fare luce. Che senza gli altri non siamo niente. Proprio niente. Che possono stare male. La sofferenza ci spinge in avanti. E prima o poi passa. Dovremmo dire ai nostri figli che possono non avere successo e vivere felici lo stesso. Anzi, forse, lo saranno di più. Che non importa se i desideri non si realizzano, ma l’importante è desiderare. Fino alla fine. Bisogna dir loro che se nella vita non si sposeranno o non faranno figli, possono essere felici lo stesso. Che il mondo ha bisogno del loro impegno per diventare un luogo bello in cui sostare. Che la povertà esiste e dobbiamo farcene carico. Che possono essere quello che vogliono. Ma non a tutti i costi. Che esiste il perdono. E si può cedere ogni tanto, per procedere insieme. Ai figli dovremmo dire che possono andare lontano. Molto lontano. Dove non li vediamo più. E che noi saremo qui. Quando vogliono tornare.


mercoledì 26 aprile 2017

E se...?!

Pensate a cosa accade nell'istante in cui il "grande amore della vostra vita", che vi ha portato il caffè a letto tutti i giorni , smettesse d'improvviso di farlo ? Frustrazione,rabbia, insoddisfazione. Quel che emergerebbe sarebbe frustrazione, senso di insicurezza e inadeguatezza, paura (avrà un'altra o un altro), chissà cosa c'è sotto(senso di sospetto). Non mi merita(capacità di cambiare immediatamente ciò che abbiamo percepito e sentito fino all'istante prima). Se chi amiamo modifica anche di poco i suoi comportamenti quel che scatta e ti amo un po' di meno o mi immolo sull'Annapurna cominciando a elemosinare e a mendicare ciò che non ho più . Bene, nulla di più fallimentare in entrambe le reazioni. Cosa fare quindi in questi casi? Semplicemente state fermi. Misurate le vostre emozioni in seguito a questi cambiamenti. Cosa genera in voi il fatto che non vi porti più il caffè a letto? Il senso di ciò che dovreste fare e essere è: "rispetto questo tuo cambiamento e lavoro sulle mie fragilità e insicurezze che tutto questo sta facendo emergere". Quindi parola d'ordine "Non inseguitelo,state fermi e siate coerenti con ciò che siete e sentite, coerenti con chi siete e con l'amore che "voi" provate. Non riempitegli la testa di mille parole, non soffocatelo con le vostre paure, non ossessionatelo con le vostre teorie disfattiste. Seguite semplicemente il "flusso" della vostra relazione, affidatevi al cambiamento intrinseco in ogni cosa e in ogni persona, affidatevi all'impermanenza della vita. Se non ci fosse problema,non è il caso di preoccuparsi. Se ci fosse problema, forse non è il caso di preoccuparsene in questa fase ed anche se fosse, lasciate sempre l'altro libero di scegliervi piuttosto che di sopportarvi . La libertà altrui sarà la vostra libertà. Tutto si muove, tutto cambia. Non state lottando contro il cambiamento dell'altro, piuttosto contro la vostra paura di cambiamento, con la vostra paura di non essere amati questo è... Questo cosa vuole suggerirvi quindi ? Dovete inseguire l'altro fino allo sfinimento ? Dovete cominciare a stalkerarlo con mille messaggi alla ricerca di maggiori sicurezze atte a placare la vostra attuale ansia di incognita ? Dovete immolarvi al suo volere affinché vi tenga perché siete in grado di immolarvi come nessun altro al mondo ? Ecco. Direi niente di tutto questo . Le sicurezze che non avete cercatele in voi. Le paure che vi attanagliano superatele con voi. Se scatta in voi insicurezza e paura di perderlo allora lavorate su quelle insicurezze e su quelle paure. Lui poco c'entra con il tumulto interiore che vi sta facendo "naufragar poco dolcemente in questo Mar". Schiacciarlo con mille panegirici non farà che allontanarlo prima in caso di ripensamento o farà emergere in lui mille ripensamenti se invece non avesse ancora pensato di allontanarsi . È quando cadono le maschere e i convenevoli , quando passa il tempo e incombono gli eventi che nasce l'amore oppure ...termina o meglio si comprende che "credevate fosse amore ed invece era un calesse".Ognuno di noi indossa orpelli graditi all'altro da principio , poi piano piano emerge sempre più prepotentemente la nostra individualità ed è lì che cominciano i giochi veri. Più flessibili al cambiamento saremo ,più disposti saremo ad accettare noi stessi e l'altro nonostante i cambiamenti , più i cambiamenti saranno dono e non difficoltà , a prescindere dalla relazione stessa . Dovremmo imparare ad essere veramente amici prima che coppia e amanti, per erigere un senso di fiducia profonda e rispetto dell'altro nella nostra vita , a prescindere da ogni genere di opportunismo o di comportamento egoico. Se solo imparassimo ad amarci, ci accorgeremmo che il "per tutta la vita" non sarà necessario. Nulla muta un amore che tale è , neppure la costruzione di un nuovo nucleo familiare oltre il "noi". Siamo farfalle di eccezionale meraviglia. Splendide, leggiadre e coloratissime di giorno ma che di sera se ne sono andate... Vita di giorno e morte di notte. Oscurità e luce. Fuoco e acqua. Coraggio e paura. Odio e amore. Evoluzione nell'evoluzione. Profonda immensità in un istante , profonda distanza nell'istante perfetto successivo. La vita è mutamento psico-biologico. Ricerchiamo cambiamento tutta la vita eppure rifuggiamo al cambiamento. Non possiamo vivere di stasi ma solo di ricerca. Fondare la propria vita sulla ricerca interiore e non dell'altro è il primo modo di amare. Essere amore è il senso non cercare amore. Fare emergere amore dalla nostra perfetta vita e non cercare la perfezione e la sicurezza oltre il nostro stesso paesaggio interiore. Abbandonate il senso del permanente. Fate che ogni sera corrisponda alla chiusura di un ciclo e che ogni mattino sia un nuovo buongiorno alla vostra vita. La nascita di una nuova vita. Un nuovo giorno per essere grati di ciò che avete a prescindere dai mutamenti che vedrete accadere. E mutate, mutate sempre, siate disposto a mutare con ogni mutamento, scoprendovi ogni giorno nuovi , unici e diversi. Ogni mattino così comincerete e non ricomincerete. Ricominciare vuol dire ancorarsi al passato, cominciare vuol dire nascere ora , essere turisti di ciò che ci circonda e di ciò che viviamo. Essere turisti dentro noi. Tutto si conclude stasera, ecco che sapremo godere così come si può godere delle cose quando non esiste un domani , quando un domani non c'è , quando tutto è perfetto qui e ora e a prescindere... nella perfezione dell'imperfezione di noi stessi e dell'altro. Se cambiamo profondamente noi allora possiamo cambiare il senso, il nome e persino il sapore delle cose e se un giorno capaci saremo di fidarci profondamente di noi e di chi amiamo, allora forse per sposarci non useremo più mezzucci di costrizione. Non avremo più alcuna necessità di affidarci alla promessa vincolante di fronte ad una autoritaria autorità, di fronte ad una terza persona. Allora forse un giorno forse basterà l'eterno amarsi di un singolo e perfetto istante sotto un cielo infinito , senza nuvole e senza tempo , bagnati da una pioggia di petali profumati di Sakura, durante una primavera piovosa e ventosa a Tokyo .,,per promettersi di re-incontrarsi e riconoscersi tra mille occhi, tra mille corpi e tra mille tocchi , tra mille volti , tra mille tentazioni, tra mille odori , tra mille sguardi......magari in un giorno d'autunno qualsiasi , magari tra milioni di persone qualsiasi , magari tra la moltitudine frenetica e scalpitante di un luogo affollato , magari in un'altra vita, magari in una grigiastra e uggiosa capitale europea... magari dopo il cercarsi senza tempo e senza spazio di una perfetta vita di lotta e solitudine...magari ridendo e sfiorandosi di bene... magari comprendendo il perché con nessuno non fosse stato proprio ma proprio mai ...magari... 



sabato 18 marzo 2017

I cinque accordi

   I. Sii impeccabile con la parola. Parla con integrità. Di’ solo quello che intendi dire. Evita di usare la parola per parlare contro te stesso e per sparlare degli altri. Usa il potere della parola in direzione della verità e dell’amore. II. Non prendere nulla in modo personale. Niente di ciò che fanno gli altri e’ a causa tua. Ciò che gli altri dicono e fanno e’ una protezione della loro realtà, del loro sogno. Se sei immune alle opinioni e alle azioni degli altri, non sarai vittima di un’infinita sofferenza. III. Non supporre nulla. Trova il coraggio di fare domande e di esprimere ciò che vuoi realmente. Comunica con gli altri con la maggiore chiarezza possibile, per evitare fraintendimenti, amarezze, drammi. E’ sufficiente questo accordo per trasformare completamente la tua vita. IV. Fai sempre del tuo meglio. Il tuo meglio cambia di momento in momento, e’ diverso se sei malato o se sei in salute. In qualunque circostanza, fai semplicemente del tuo meglio ed eviterai i giudizi su te stesso, l’abuso di te stesso e il rimpianto. V. Sii scettico, ma impara ad ascoltare. Non credere a te stesso e a nessun altro. Usa il potere del dubbio per esaminare tutto cio’ che senti. E’ davvero la realta’? Ascolta le intenzioni dietro le parole e comprenderai il vero messaggio.

giovedì 29 dicembre 2016

Le quattro leggi

In India insegnano “le quattro leggi della spiritualità”.

La prima dice: “la persona che arriva è la persona giusta”, cioè nessuno entra nella nostra vita per caso, tutte le persone intorno a noi, tutte quelle che interagiscono con noi, ci sono lì per un motivo, per farci imparare e progredire in ogni situazione.

La seconda legge dice: “Quello che succede è l’unica cosa che sarebbe potuta accadere.” Niente, ma niente, assolutamente nulla di ciò che accade nella nostra vita avrebbe potuto essere altrimenti. Anche il più piccolo dettaglio. Non c’è un “se avessi fatto quello sarebbe accaduto quell’altro…” No. Quello che è successo era l’unica cosa che sarebbe potuta succedere, ed è stato così perchè noi imparassimo la lezione e andassimo avanti. Ognuna delle situazioni che accadono nella nostra vita sono l’ideale, anche se la nostra mente e il nostro ego siano riluttanti e non disposti ad accettarlo.

La terza dice: “Il momento in cui avviene è il momento giusto: “Tutto inizia al momento giusto, non prima non dopo. Quando siamo pronti ad iniziare un qualcosa di nuovo nella nostra vita, è allora che avverrà.

La quarta ed ultima: “Quando qualcosa finisce, finisce. ” Proprio così. Se qualcosa è conclusa nella nostra vita è per la nostra evoluzione, quindi è meglio lasciarlo, andare avanti e continuare ormai arricchiti dall’esperienza.

Penso che non sia un caso che stai leggendo questo, se questo testo è entrato nelle nostre vite oggi è perchè siamo pronti a capire che nessun fiocco di neve cade mai nel posto sbagliato:”


domenica 4 dicembre 2016

La leggenda del ponte arcobaleno...!

La leggenda che si tramanda dalle tribù degli Indiani d’America ed è dedicata a tutte le persone che soffrono per la morte di un loro caro amico figlio fratello anima familiare ANIMALE e a tutti gli animali che sulla terra hanno amato gli uomini. E’ una leggenda bellissima e piena di tenerezza che ci fa ricordare non solo che ci siano più vite al di là di quella che stiamo vivendo ora, ma soprattutto che ci sia una vita più serena e felice da condividere ancora con i nostri fratelli animali in attesa che si si rincarnino e in attesa che molti tra noi possano rincontrarli nella quarta dimensione. La speranza quindi di riabbracciarli un giorno per percorrere con loro il cammino verso l’eterna felicità.

“Proprio alle soglie della dimensione della luce esiste un luogo chiamato il Ponte dell’Arcobaleno. Quando muore un animale che ci è stato particolarmente vicino sulla terra, quella creatura va al Ponte dell’Arcobaleno e li vive sereno con tutti i fratelli animali che hanno lasciato il corpo e la loro famiglia umana.
Ci sono prati e colline perché tutti i nostri amici speciali possano correre e giocare insieme. C’è abbondanza di cibo, acqua e tanto sole, e i nostri amici non hanno freddo e stanno bene assieme. Tutti gli animali che erano stati ammalati e vecchi sono restituiti alla salute e al vigore; quelli che erano stati feriti e mutilati sono nuovamente resi sani e forti, proprio come li ricordiamo nei nostri sogni di un tempo.
Gli animali sono felici, eccetto che per una piccola cosa: ognuno di loro sente la mancanza di una persona speciale, che ha dovuto essere lasciata indietro.
Tutti corrono e giocano assieme, ma viene il giorno in cui uno di loro improvvisamente si ferma e guarda lontano.
I suoi occhi brillanti fissano intenti; il suo corpo è preso da un tremito. D’improvviso egli inizia a correre staccandosi dal gruppo, quasi volando sopra l’erba verde, le sue zampe lo portano a correre sempre più veloce.
Tu sei stato scorto e quando tu e il tuo amico speciale alla fine vi ricongiungete, vi stringete l’un l’altro in un abbraccio di gioia, per non lasciarvi più.
Baci di felicità piovono sul tuo viso; le tue mani accarezzano di nuovo il capo del tuo amico tanto amato e ancora una volta guardi nei suoi occhi fiduciosi, che tanto tempo fa erano spariti dalla tua vita, ma mai dal tuo cuore.
Ora, insieme, attraversate il Ponte dell’Arcobaleno…”

giovedì 22 settembre 2016

Le nonne...

Mia nonna diceva che quando una donna si sentirà triste, quello che potrà fare è intrecciare i suoi capelli: così il dolore rimarrà intrappolato tra i suoi capelli e non potrà raggiungere il resto del corpo. Bisognerà stare attente che, la tristezza, non raggiunga gli occhi, perché li farà piangere e sarà bene non lasciarla posare sulle nostre labbra, perché ci farà dire cose non vere; che non entri nelle tue mani – mi diceva – perché tosterà di più il caffè o lascerà cruda la pasta: alla tristezza piace il sapore amaro. Quando ti sentirai triste, bambina, intreccia i capelli: intrappola il dolore nella matassa e lascialo scappare quando il vento del nord soffia con forza. I nostri capelli sono una rete in grado di catturare tutto: sono forti come le radici del vecchio cipresso e dolce come la schiuma della farina di mais. Non farti trovare impreparata dalla malinconia, bambina, anche se hai il cuore spezzato o le ossa fredde per ogni assenza. Non lasciarla in te, con i capelli sciolti, perché fluirà come una cascata per i canali che la luna ha tracciato nel tuo corpo. Intreccia la tua tristezza – mi disse – intreccia sempre la tua tristezza.